ANNEGAMENTO: PERCHÉ PARLARNE A FERRAGOSTO?

annegamento fiori vite spezzate a ferragosto
Ci avviciniamo a ferragosto, ci è impossibile non constatare come ancora oggi il numero di incidenti e morti per annegamento aumenti durante l’estate.

Nonostante la continua sensibilizzazione, in Italia vi sono circa 469 decessi e 450 ricoveri all’anno. L’annegamento può verificarsi in una piscina o in acque libere come un lago, uno stagno o l’oceano. Considerato che le balneazioni sono più frequenti nei periodi estivi, va da sé che questo argomento venga maggiormente affrontato in questo periodo.

“Quando la nave affonda il pauroso annega ma il coraggioso afferra una tavola e si salva.” (Cesare Cantù)

Annegamento: in cosa consiste?

L’annegamento è una forma di morte per soffocamento. La morte avviene dopo che i polmoni assorbono l’acqua. Questa assunzione di acqua quindi interferisce con la respirazione. I polmoni diventano pesanti e l’ossigeno smette di essere erogato al cuore. Senza l’apporto di ossigeno, si realizza il decesso.

Un adulto può trattenere il respiro per circa 30 secondi. Per i bambini, la lunghezza è molto più breve. Una persona che gode di ottima salute e ha una formazione per le emergenze subacquee di solito può normalmente trattenere il respiro per soli 2 minuti.

Volendo sintetizzare velocemente le fasi che coinvolgono questo tipo d’incidente possiamo dire che:

– nei primi diversi secondi dopo dell’acqua, la persona lotta per respirare dimenandosi;
– quando le vie aeree iniziano a chiudersi la persona inizia a trattenere il respiro involontariamente per un massimo di 2 minuti;
– la vittima perde conoscenza, ma vi è ancora possibilità di rianimarla;
– il respiro si ferma e il cuore rallenta, anche per diversi minuti;
– il corpo inizia ad avere delle convulsioni dette ipossiche;
– la persona diventa bluastra, cianotica ed inizia a sobbalzare irregolarmente;
– il cervello, il cuore e i polmoni raggiungono uno stato oltre il quale non possono essere rianimati (ipossia cerebrale);
– sopraggiunge il decesso.

Capite quanto possa essere facile che si verifichino le condizioni di annegamento in pochissimo tempo? Ancora una volta è possibile rendersi conto di quanto non solo la respirazione sia fondamentale per l’organismo umano ma di quanto sia di primaria importanza. Nessuno può sopravvivere in assenza di aria!

Non solo decessi...

Se una persona viene sommersa dopo aver respirato in acqua per 4-6 minuti senza rianimazione, potrebbe subire danni al cervello e solo alla fine la morte per annegamento.

Quindi è importante comunicare come non si debba essere sensibili al rischio di annegamento solo in quanto causa di morte ma in quanto possibile causa di danni a lungo termine, più o meno invalidanti.

É fondamentale quindi essere ben coscienti di quello a cui può portare una qualsiasi forma di leggerezza, nel rispetto non solo della vita ma anche della salute nostra e dei nostri cari.
bagnino salvataggio annegamento

Una corsa contro il tempo.

Il fenomeno dell’annegamento se inteso come evento (ossia non considerando il tempo che trascorre tra la causa e la morte) richiede solo un paio di secondi perché si realizzi.

Pertanto è importante soprattutto la prevenzione: non è detto che ci troviamo in una località di villeggiatura servita da guardia spiagge, così come non è detto che anche se presente il bagnino riesca ad essere abbastanza celere (nonostante tutto lo sforzo e la buona volontà) da potere realizzare il soccorso in tempi utili.

Come prevenire l'annegamento?

Intanto iniziamo con il dire che la maggior parte delle vittime di annegamento sono i bambini. Pertanto il primo consiglio preventivo è quello di realizzare una barriera di accesso tra l’acqua e i bambini e di mantenere sempre alta la guardia senza mai trascurare la sorveglianza degli stessi. E ricordare che non solo il mare o la piscina, ma anche la vasca da bagno o una semplice bacinella d’acqua possono essere fonte di pericolo!

Un efficace metodo di prevenzione è anche la partecipazione a lezioni di nuoto: un istruttore autorizzato e certificato può rendere i bambini e gli adulti meno spaventati dall’acqua e responsabilizzarli meglio su quanto l’acqua possa essere pericolosa.

L’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea che le lezioni di nuoto e l’educazione all’acqua sono essenziali per ridurre i tassi di annegamento in tutto il mondo.

Ogni volta che trascorri del tempo in una piscina o in un lago, assicurati che ci siano oggetti galleggianti o punti di ancoraggio a cui sia possibile aggrapparsi.

I bambini che non sono ancora in grado di nuotare senza sorveglianza dovrebbero indossare giubbotti di salvataggio gonfiabili, giubbetti o “nuotatori” per poter evitare di affondare in acqua e di annegare.

Respirazione e massaggio cardiaco: importante conoscerli.

L’altro punto fondamentale è  conoscere bene le procedure per effettuare il massaggio cardiaco e una la respirazione artificiale (utili non solo per evitare le morti da annegamento ma anche quelle da soffocamento). Se si frequenta un buon corso di nuoto con un istruttore certificato vi saranno sicuramente state insegnate queste tecniche e vi avranno fornito istruzioni sui vari passaggi da effettuare per un corretto salvataggio (in assenza di personale già istruito in tal senso).

Oggi Internet offre tantissimi strumenti e video lezioni che in poco tempo ci danno una panoramica dei comportamenti che vanno tenuti in queste situazioni. É possibile anche sul territorio trovare corsi aperti al pubblico e gratuiti che portino a conoscenza di queste manovre: perché non partecipare? Potrebbe anche essere l’occasione di fare nuove amicizie!

Annegando nel divertimento... Senza annegare!

Ma perché soprattutto d’estate si verificano i fenomeni di annegamento? Sfortunatamente non solo per statistica: è ovvio che maggiori sono le possibilità di balneare maggiori siano i possibili casi d’incidente.

In realtà alcuni incidenti spesso si determinano anche e soprattutto a causa di una generale superficialità. Perché diciamo questo? In vacanza ci si rilassa tanto da arrivare spesso ad abbassare la guardia nei confronti di chi dovremmo proteggere e salvaguardare, si dimenticano quali siano i tempi di digestione che possono causare malori in acqua, in preda all’euforia data dall’abuso di alcol o trascinati dalla comitiva si va inconsciamente incontro a situazioni potenzialmente pericolose. Secondo voi è proprio necessario fare il bagno al largo e tuffarsi da scogli e scogliere? Se la bandiera è rossa un motivo ci sarà, non si può optare per una partita a racchettoni o a calcetto invece di balneare? Questi sono solo due dei tanti possibili esempi. Non credete che sia giunto il momento di volersi un pò più bene e di essere responsabili nei confronti dei nostri familiari e di noi stessi? É giusto annegare nel divertimento ma con i dovuti limiti (e non solo a ferragosto).

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Questo articolo è stato postato il 14 08 2020 alle 10:50e si trova nella categoria Dati e ricerche.

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