10 MOTIVI PER FARE FITNESS ANCHE A CASA!

10 motivi per fare fitness anche a casa
Complice la chiusura delle palestre la pigrizia prende il sopravvento e vengono abbandonate le buone abitudini, ma oggi vi diremo quali sono i 10 motivi per fare fitness anche a casa…

“Le cattive abitudini sono più facili da abbandonare oggi che domani.” (Proverbio Yiddish)

10 motivi per fare fitness: tu chiami e il corpo risponde!

Quando ti attivi per praticare un’attività aerobica, inizi a muovere ripetutamente i muscoli di braccia, gambe e fianchi. Ebbene è facile notare subito le risposte date del corpo corpo.

La respirazione si fa più veloce e profonda: questo massimizza la quantità di ossigeno trasportato nel sangue. Il cuore batte sempre più velocemente, ed aumenta così il flusso sanguigno nel percorso dai muscoli ai polmoni.

I vasi sanguigni più piccoli (capillari) si allargheranno per fornire un’ulteriore riserva di ossigeno ai muscoli e per portare via i prodotti di scarto, come l’anidride carbonica e l’acido lattico.

Ma soprattutto il tuo corpo rilascerà anche endorfine, antidolorifici naturali che promuovono un maggiore senso di benessere.

E questo è solo il primo dei 10 motivi per fare fitness anche a casa, senza lasciarsi vincere dalla mancanza di volontà!

Fare fitness ti aiuta a contenere e perdere peso!

Avevamo già affrontato il tema del peso: cruccio per molti, nemico eterno per altri, non c’è nulla del più quotato tra i 10 motivi per fare fitness se non quello di contrastare il grasso in eccesso!

Combinato con una dieta sana, l’esercizio aerobico ti aiuta a perdere peso ea mantenerlo fuori.
tra i 10 motivi per fare fitness il peso

Tra i 10 motivi per fare fitness anche a casa? Diventare resistente e forte come Hulk!

Quando le prime volte si pratica fitness dopo un lungo periodo di fermo ci si potrebbe sentire comunque stanchi perché non si è più abituati al regolare esercizio aerobico.

Ma a lungo termine, si ripristinerà una maggiore resistenza, aumentare la forma fisica di cuore e polmoni, e ripristinare forza ossea e muscolare.

Aumentare le difese immunitarie.

Lo avreste mai detto? L’esercizio aerobico attiva il sistema immunitario in modo positivo rendendo meno suscettibili a malattie virali minori, come raffreddore e influenza.

Questo accade perché l’attività fisica è uno fattore di stress che provoca uno stato d’infiammazione nel corpo, con un conseguente aumento di globuli bianchi (le nostre difese immunitarie). Alternando fitness e recupero in modo corretto si rende il corpo più pronto e reattivo a eventuali attacchi esterni.
10 motivi per fare fitness: difese immunitarie aumentano

Uno degli altri 10 motivi per fare fitness? Rallentare il decorso di alcune malattie croniche.

L’esercizio aerobico può aiutare ad abbassare la pressione sanguigna e controllare la glicemia. Non solo, può ridurre il dolore e migliorare la funzionalità e lo stato delle articolazioni in persone con artrite.

Tra i 10 motivi per fare fitness pertanto troviamo la possibilità di migliorare la qualità della vita e la forma fisica delle persone che presentano queste condizioni croniche. Inoltre, in presenza di una malattia coronarica, un moderato e leggero esercizio aerobico (camminare, anche con l’ausilio di attrezzi indoor) può aiutare a gestire la tua condizione.

Il sistema cardiovascolare si rinforza.

L’esercizio aerobico aumenta la lipoproteina ad alta densità (HDL), il colesterolo “buono”, e abbassa le lipoproteine ​​a bassa densità (LDL), il colesterolo “cattivo”. Ciò può comportare un minore accumulo di placche a carico delle arterie e del cuore.

Migliora l'umore: questo è uno dei 10 motivi per fare fitness che noi amiamo!

Tra i 10 motivi per fare fitness sempre, anche a casa, ne esiste uno che amiamo particolarmente: l’esercizio aerobico può alleviare gli stati depressivi, riducendo la tensione associata all’ansia e promuovendo il rilassamento. Può anche migliorare il sonno, ripristinando un corretto ritmo circadiano: e da sempre è risaputo quanto influisca dormire correttamente sullo stato mentale ed emotivo.
Tra i 10 motivi per fare fitness: promuove l'umore

Nel corso degli anni fare fitness ti permette di mantenerti indipendente.

L’esercizio aerobico mantiene i muscoli forti, il che può aiutare a mantenere la mobilità con l’avanzare dell’età . L’esercizio fisico può anche ridurre il rischio di cadute e lesioni da cadute negli anziani, promuovendo e migliorando la qualità della vita nonostante il trascorrere degli anni.

Non è da sottovalutare anche l’aspetto mentale: l’esercizio aerobico mantiene la mente lucida. Un’attività fisica regolare può aiutare a proteggere la memoria, il ragionamento, il giudizio e le capacità di pensiero (funzione cognitiva) negli anziani. Può aiutare a prevenire l’insorgenza della demenza e migliorare la cognizione nelle persone con demenza.

Il motivo? Una migliore ossigenazion del sangue rallenta il processo d’invecchiamento delle cellule cerebrali e la conseguente morte dei neuroni.

Vivere più a lungo: tra i 10 motivi per fare fitness l'elisir di lunga vita...

Gli studi dimostrano che le persone che partecipano a un regolare esercizio aerobico vivono più a lungo di quelle che non si esercitano regolarmente. Possono anche avere un minor rischio di morire cause quali malattie cardiache e alcuni tipi di malattie croniche.

Si potrebbe cercare in lungo e in largo l’elisir di lunga vita, ma resteranno sempre due le prinicipali chiavi di accesso all’eternità: una sana alimentazione ed una regolare attività fisica.

Ultimo e non per importanza: una sana autostima!

Non solo per una pura questione estetica, tra i 10 motivi per fare fitness anche a casa senza fermarsi nonostante la chiusura delle palestre abbiamo l’autostima.

Sarà la sensazione di benessere e di salute generale raggiunta continuando con costanza nel praticare attività areobica a fare di noi delle persone sane, forti e con una buona autostima, ma soprattutto pronte in ogni momento al grande rientro in palestra senza la paura di confrontarci con gli altri…

… Perchè noi la nostra personale battaglia contro la prigrizia l’abbiamo vinta!

O2: UNA FORMULA SEMPLICE MA EFFICACE!

O2 ossigeno aria
O2: due soli unici e semplici caratteri per indicare una formula che è alla base di moltissime reazioni, prima fra tutte la combustione. E non vi è combustione che non generi energia…

“L’ovvio è quel che non si vede mai finché qualcuno non lo esprime con la massima semplicità.” (Kahlil Gibran)

O2: di cosa si tratta?

Con la formula O2 si indica qualcosa di estremamente necessario e indispensabile per la maggior parte degli esseri viventi: l’ossigeno! Scendendo nel dettaglio potremmo dire che è la simbologia con cui si segnala l’unione di due atomi di ossigeno, dove O pone l’attenzione sull’elemento base e il numero 2 sul numero degli atomi presenti nella molecola che si viene a formare.

Quale è la differenza tra O e O2?

Quando ci si riferisce al solo elemento ci si limita al simbolo O, mentre quando è necessario descrivere quale sia la forma in cui l’ossigeno appare nel mondo o nelle reazioni chimiche è necessario indicare il numero di atomi (e loro disposizione) presenti in formula.

In natura l’ossigeno è presente come gas biatomico (motivo per cui lo si indica con O2): poiché questa è la forma più comune in cui lo si trova viene generalmente indicato in questo modo, a meno che non ci sia un motivo per non farlo.

Esistono comunque altre molecole costituite dal legame di più atomi di ossigeno: un esempio tra i più conosciuti potrebbe essere l’ozono (trioxygen), formato da tre atomi di O (O3). L’ozono è comunque solo una delle tante molecole costituite dal solo ossigeno, non andremo però oggi a trattarle.
O2 elemento combustione

Ossigeno: elemento fondamentale nei processi di combustione.

La combustione (che può essere intesa in termini di fuoco, energia od ossidazione) è una reazione chimica in cui viene prodotta energia sotto forma di calore: elemento indispensabile per generare quest’ultimo è la combinazione di ossigeno e altri elementi combustibili presenti nel sistema preso in considerazione.

Volendo sintetizzare il processo potremmo dire che vi sono tre cose necessarie nella corretta combinazione prima che l’accensione e la combustione possano aver luogo: calore, ossigeno e carburante…

– deve esserci carburante da bruciare e per mantenere in essere il processo di combustione;
– deve esserci aria per fornire ossigeno, elemento indispensabile anch’esso al processo;
– infine deve essere presente il calore per avviare e continuare il processo di combustione.

Conseguenza di questo ciclo sarà la produzione di energia.

O2: una molecola indispensabile.

Perchè è tanto indispensabile l’ossigeno?

Potremmo paragonare il corpo umano a un motore a combustione. Il carburante necessario per questo processo comprende zuccheri e acidi grassi (depositi di grasso nelle nostre cellule), che otteniamo mangiando cibo. Per bruciare questo carburante è necessario ossigeno, come per qualsiasi incendio. I prodotti di scarto del processo di combustione sono l’acqua e l’anidride carbonica mentre l’elemento utile al’organismo è l’energia prodotta durante il processo.

L’aria che respiriamo contiene circa il 21% di ossigeno. Questo ossigeno viene portato nei polmoni, successivamente trasportato dai globuli rossi a tutto il corpo. Una volta che i globuli rossi ritornano ai polmoni, l’anidride carbonica “bruciata” viene espirata.

Come nel caso di qualsiasi motore, la “potenza” del corpo dipende dall’efficienza con cui può bruciare carburante: maggiore è l’assunzione di ossigeno migliore è il funzionamento delle cellule e minore è il carico sul nostro cuore e sul sistema circolatorio sanguigno.

Ed è così che è semplice ed intuitivo capire come O2 sia una molecola indispensabile per generare tutta l’energia necessaria per vivere, muoverci, lavorare, studiare, praticare sport ma anche (e soprattutto) per pensare.

CORDE VOCALI: PERCHÉ SUPPORTARLE CON L’OSSIGENO?

corde vocali speec
Spesso coloro che si prendono maggiormente cura del benessere delle proprie corde vocali e della propria gola sono già al corrente di questo piccolo e impensato ausilio. Cantanti e relatori, conference speaker e insegnanti sanno bene quanto sia importante potersi esprimere verbalmente e impostare correttamente il tono della voce.

Ma può capitare che le corde vocali, sottoposte a sforzo continuo si indeboliscano e che il relatore non possa rimandare la propria performance. Studi dicono oggi che tra le varie tecniche di recupero ne esiste una conosciuta non da tutti…

“L’occhio sceglie, ma la voce conferma e l’olfatto annuisce” (Ramón Eder)

Le corde vocali bruciano ossigeno: lo sapevi?

Uno studio condotto da diverse università (Suwon AJOU University in Korea, Stockholm University in Svezia, Austin University in Texas) ha analizzato come le corde vocali esercitino combustione di ossigeno.

L’indagine è arrivata al punto di concludere che il comportamento locomotore delle corde determina appunto il dispendio energetico annesso al relativo consumo di O2.

L'esperimento: che cosa determina una maggiore combustione durante uno speech?

L’esperimento sulle corde vocali si è svolto in due diversi momenti: in una prima fase ai soggetti coinvolti nello studio è stato chiesto al passo con un metronomo di compiere tre sforzi vocali: piano, normale e forte. Nella seconda fase si è chiesto di produrre sillabe in sincronia con battiti a due velocità di conversazione: normale e veloce.

Il consumo di O2 è aumentato in funzione dello sforzo vocale per tutti i soggetti. In secondo luogo, per tutti i soggetti, l’ossigeno utilizzato è risultato maggiore quando lo sforzo vocale era costante e articolato.

insegnante sforzo corde vocali

Che cosa determina il consumo di ossigeno durante l'utilizzo delle corde vocali?

Esistono due motivi principali che determinano da parte delle corde vocali i costi energetici: uno riguardante gli impulsi nervosi, l’altro sull’energia necessaria a realizzare il movimento e la contrazione dei muscoli. Quando i muscoli si contraggono e i neuroni si attivano, l’organismo necessita di ulteriore ossigeno.

Come supportare le corde vocali sottoposte a stress.

Premesso che è sempre opportuno un riscaldamento delle corde vocali, ne più e ne meno come per gli altri muscoli del corpo, sarebbe opportuno intervallare da pause e riposo muscolare. Per preparare a un maggiore dispendio energetico le corde risulta utile una buona preparazione respiratoria, determinando un maggiore apporto di ossigeno al sistema nervoso e all’apparato circolatorio. A livello locale si rende utile anche l’eventuale erogazione di ossigeno puro per mezzo di un erogatore.

Sarà possibile così passare da lunghi monologhi a virtuosi gorgheggi!

LA SCUOLA RIPARTE: CALMA E SANGUE FREDDO!

la scuola riparte: keep calm!
La scuola riparte: non è forse anche questa un’impresa titanica? Quale altra attività richiede così tanta energia, concentrazione, stabilità, organizzazione? Per taluni risulta essere una vera e propria prestazione atletica con le corse all’acquisto del materiale, la presenza alle riunioni, i nuovi orari, la predisposizione dei pasti, la gestione di nonni e baby sitter…

Fonte di ansia e stress non solo per i genitori ma anche per i ragazzi che stanno per iniziare un anno scolastico insolito, particolare, imprevedibile. Non che di norma già non sia difficile di per sè la ripartenza… Siamo comunque certi che con calma e sangue freddo anche questa volta i nostri eroi ce la faranno. Qualche piccola tecnica di sopravvivenza, e si parte!

“E adesso comincia il delirio.” (Eugène Ionesco)

La scuola sta per iniziare: keep calm and take it easy!

Il disagio che si presenta quando la scuola deve ripartire è enorme. La corsa ai rifornimenti è il primo passo verso il declino cognitivo: elenchi lunghissimi di cancelleria da acquistare (non sempre troppo chiari), pile di libri da rivestire, depliant con le ultime offerte da vagliare, la chat di Whatsapp che ricomincia di continuo a suonare. E i genitori li abbiamo già persi…

E i ragazzi? Salutati gli amici con cui hanno trascorso (opportunamente distanziati) le vacanze, iniziano a preoccuparsi. Dovranno essere loro a tenere sotto controllo i genitori che già ora non sono più capaci di intendere e di volere?

Odio la scuola: ma non è lo studente a parlare...

Quando il gioco si fa duro… I genitori iniziano a giocare! Perché la tecnica della scuola non è formare solo lo studente ma innanzitutto rendere iper resistenti madri e padri che con coraggio si passano sotto banco trucchi e trucchetti per uscirne vivi.

Tecniche di sopravvivenza per genitori disperati.

La scuola: una giungla senza limiti di età. E se di giungla si parla è il modo in cui sia possibile sopravvivere ed uscirne incolumi che ci interessa! Abbiamo pensato pertanto di passarvi anche noi sotto banco piccoli suggerimenti riguardanti l’organizzazione:
    • non programmare troppo: è giusto cercare di organizzare al meglio le attività e le cose da fare ma tenere tutto sotto controllo è solo un’ulteriore fonte di stress;
    • to do list: una lista delle cose da acquistare, preparare ed organizzare elencate in ordine d’importanza è utile ma non deve essere necessariamente infinita. Tralasciare i dettagli inutili permetterà di smaltire velocemente i punti in elenco;
    • delegare: passare la palla a coloro che offrono il loro aiuto, in genere i nonni non sanno come trascorrere il loro tempo e sono felici di rendersi utili;
    • unificare le agende: sono bellissime, colorate, è divertente collezionarle tutte ma ad un certo punto diventano troppe! Ridurre i supporti in cui si annotano impegni e liste, prediligere una grande ed ingombrante agenda rispetto a mille taccuini sparsi per casa: creano solo confusione;
    • sedersi e… calendarizzare: una volta ridotti gli strumenti necessari ad annotare tutto è indispensabile sedersi comodamente. Evitare di annotare tutto al volo perché il risultato sarà un enorme e ingestibile caos. Il rischio? Entrare nel pallone al primo appuntamento mal trascritto;
    • organizzare: stabilire un calendario familiare pianificando le attività di tutti i componenti con le date di scadenza più importanti, preparare borse/cancelleria/abbigliamento, disporre libri e materiale scolastico sugli scaffali o in scatole o cassetti, prediligere tutti i documenti, realizzare elenchi suddivisi giornalmente;
    • rilassarsi: i giorni antecedenti e iniziali dell’anno scolastico sono estenuanti, è utile tralasciare seralmente le attività meno urgenti per concedersi un’oretta in cui inserire una lettura leggera, guardare un film comico, sorseggiare una tisana distensiva per distogliere la mente dai doveri quotidiani. Tecniche di rilassamento come lo yoga, la meditazione o la respirazione profonda possono essere anch’esse un valido aiuto.
     
relax genitori quando inizia la scuola

La campanella sta per suonare, come si sentono i ragazzi?

Entusiasti ed emozionati perché rivedranno i loro amici ma anche annoiati e frustrati perché dovranno ricominciare a studiare e impegnarsi, come affrontano bambini e ragazzi la scuola quando sta per suonare la campanella?

L’ansia del ritorno a scuola è normale e comprensibile. Molti studenti potrebbero sentirsi ansiosi per il rientro o nervosi all’idea d’iniziare la scuola per la prima volta.

Quando si tratta di stress e ansia per il ritorno a scuola, i motivi possono essere scatenati da diverse cause. Per alcuni studenti i fenomeni ansiosi sono radicati nella paura dell’ignoto, soprattutto se vi è un cambiamento di ambiente (trasferimento, passaggio da un istituto a un altro). Possono in questo caso essere preoccupati in merito alla capacità d’intrecciare nuove relazioni, per il nuovo carico di lavoro o per la mancanza delle competenze necessarie per completare con successo il nuovo percorso di studi.

A volte la preoccupazione può essere data da precedenti esperienze negative con coetanei dediti al bullismo, problema accantonato durante le vacanze ma che si ripropone con la riapertura delle scuole. Anche l’aspetto gioca un ruolo non indifferente sullo stato emotivo e sulla capacità di adattamento, soprattutto nella fase adolescenziale.

Un’altra fonte di stress è il cambiamento di amici o insegnanti.

Certo è che, al di là della capacità di affrontare doveri e raggiungere obiettivi, quel che incide maggiormente sulla tranquillità di bambini e adolescenti sono le relazioni con le persone che li circondano.

La scuola è iniziata: la cosa più importante non sono i compiti.

I genitori per quel che riguarda la scuola spesso si focalizzano sui risultati scolastici tralasciando ciò che permette realmente di raggiungerli. Uno studente sereno non avrà difficoltà a svolgere i propri compiti: dovrà comunque essere responsabilizzato ma sarà la tranquillità emotiva a permettere lui una maggiore concentrazione facilitandolo nello studio. Per questo motivo è importante innanzitutto individuare i segnali che indicano un potenziale stato di stress:

  • attacchi di pianto inspiegabili;
  • mal di stomaco;
  • difficoltà di concentrazione;
  • attaccamento morboso nei confronti del genitore;
  • rabbia insolita, frequente ed incontrollata;
  • espressione di pensieri o preoccupazioni negative;
  • irrequietezza;
  • autoisolamento;
  • disturbi del sonno;
  • disturbi alimentari.
Il compito più grande per il genitore sarà proprio quello di porre attenzione a questi campanelli di allarme per poter poi rendersi utile al proprio figlio nel superare queste difficoltà.
la scuola inizia adolescenza autoisolamento

E adesso cosa faccio?

La scuola è iniziata non al meglio perché i ragazzi sono già entrati in crisi? Dopo averli ascoltati e aver individuato il problema possiamo tentare le seguenti vie:

  • il problema è lo svolgimento delle attività: aiutali ad abituarsi a nuove routine e a organizzare i compiti;
  • difficoltà a familiarizzare con l’ambiente: se tuo figlio cammina, prende uno scuolabus o viene accompagnato a scuola, aiutarlo a familiarizzare con il percorso facendolo insieme lo aiuterà ad alleviare l’ansia del tragitto;
  • avversione per lo studio: ricordare cosa rende grande la scuola e perchè è utile. Fai leva sulla parte piacevole dell’attività scolastica: gli amici, le gite, le lezioni di ginnastica, le lezioni di arte o di musica.;
  • bullismo: confrontati con gli altri genitori e con gli insegnanti per fare squadra e trovare un modo di far rientrare la situazione, rassicura il ragazzo spiegandogli quali comportamenti adottare;
  • preoccupazione per le relazioni: organizza degli appuntamenti di gioco, virtualmente o di persona con gli altri ragazzi, rafforzando i legami con i vecchi amici o consentendo la creazione di legami nuovi;
  • senso di smarrimento: sforzati di essere presente, specialmente durante le prime settimane. Trascorri un pò di tempo nel parlare della giornata appena terminata, interessandoti su cosa al ragazzo sia piaciuto e sulle cose che hanno creato delle difficoltà;
  • mancanza/calo di energia: promuovi una vita sana che contempli una corretta alimentazione, sport e attività all’aperto, un buon sonno;
  • evidenti segnali di stress: aiuta tuo figlio ad allontanare le tensioni suggerendogli attività creative nei ritagli di tempo e la scrittura su diario personale dei propri pensieri, non essere troppo intransigente, mantieniti positivo, calmo e sorridente.
Infine, in ultimo ma non per importanza, un bel respiro profondo e anche quest’anno andrà tutto bene!

FAME DI ARIA: DA NECESSITÀ A SINTOMO.

fame di aria
Se respirare è indispensabile per poter vivere, e se è proprio il respiro il primo gesto che compiamo quando veniamo alla luce, vien da sè che la fame di aria sia un campanello di allarme che il nostro organismo ci invia…

“Ogni male, al suo nascere, può essere facilmente soffocato; invecchiando, si fa più forte.” (Marco Tullio Cicerone)

Fame di aria: di cosa si tratta?

La fame di aria (o più precisamente dispnea) è un’alterazione qualitativa del respiro. Questa difficoltà si traduce soggettivamente in una sensazione sgradevole di “fame d’aria” associata a fenomeni ansiosi, irrequietezza e impossibilità da parte della persona di trovare una posizione confortevole. L’atto di respirare richiede al paziente dispnoico spesso tutto il suo impegno e le sue energie.

I respiri subiscono un mutamento in ampiezza e frequenza e vi è una drastica variazione dei livelli di saturazione di ossigeno nel sangue. Il tutto può avvenire in diverse modalità e si distingue per tale motivo in dispnea inspiratoria, espiratoria e mista.  

Dispnea inspiratoria

Compare in caso di stenosi (chiusura parziale o totale) delle vie aeree superiori. Alcuni esempi di occlusione potrebbero essere l’edema della glottide, tumori della laringe, cisti o masse tumorali benigne che comprimono il tubo laringotracheale. Generalmente questa forma di fame di aria è accompagnata da stridori e da rientramento degli spazi intercostali.

Dispnea espiratoria

La fame di aria in questo caso si manifesta nell’asma bronchiale: i piccoli bronchi si chiudono in maniera diffusa impedendo all’ossigeno di giungere nei tempi e nella quantità necessari ai polmoni. Un’altra causa di dispnea espiratoria è l’enfisema polmonare: compromettendo l’elasticità dei polmoni non è possibile riempire completamente di aria gli stessi, la frequenza respiratoria accelera per supplire alla carenza d’ossigeno.

Dispnea mista

In questo caso la fame di aria è caratterizzata da entrambi i due tipi di dispnea precedenti: il senso di chiusura è totale perché coinvolge sia le parti aeree superiori che inferiori. Generalmente la dispnea mista si manifesta in presenza di scompenso cardiaco.
fame di aria polmoni radiografia

Come determinare che cosa causa la fame di aria?

La fame di aria è data generalmente da cause organiche, in presenza di malattie cronico evolutive, avanzate o terminali, in alcuni casi è comunque possibile contrastarla e fermarla (in presenza di malattie infettive). É necessario valutare attentamente i sintomi e analizzare il quadro generale perchè la dispnea può essere associata a cause inorganiche quali l’ansia o il panico (dispnea psicogena). Quest’ultima risulta particolarmente evidente nei pazienti che presentano dispnea pur avendo livelli di ossigeno nel sangue entro la norma.

Le valutazioni da parte del medico avverranno pertanto tramite l’anamnesi delle patologie già presentate o presenti nel paziente e dall’osservazione dello stesso. In particolar modo ci si andrà a focalizzare sui seguenti punti:

  • frequenza respiratoria (tachipnea / bradipnea);
  • irrequietezza e agitazione;
  • posizione spontanea del paziente;
  • tosse;
  • espettorato per definire infezioni in corso;
  • rumori respiratori anomali;
  • impiego dei muscoli respiratori accessori;
  • cianosi;
  • sudorazioni;
  • polso tachicardico;
  • problema continuo o intermittente?
Sarà la conoscenza approfondita della storia del paziente e un’accurata valutazione dello stesso a permettere l’identificazione delle cause. Solo così si potrà identificare il corretto protocollo da seguire stabilendo se le cause siano organiche o psicologiche (stress, ansia, nervosismo, panico, fobia, depressione).

Fame di aria: che cosa fare?

Ovviamente a seconda dell’entità del disturbo contattare il 118, recarsi velocemente al pronto soccorso o dal medico curante. Se il disturbo è lieve coloro che assistono il paziente possono adottare la seguente prassi:

    • restare calmi, rassicurare la persona parlandole parlare lentamente e in modo tranquillo;
    • non lasciare mai solo chi presenta difficoltà respiratoria;
    • aiutare la persona ad assumere una posizione seduta nel letto o in poltrona, nel qual caso sia troppo debole la posizione più confortevole è quella semiseduta con supporto di cuscini sotto le ginocchia e le braccia;
    • se il paziente è cronico il pronto intervento valuterà l’ossigenoterapia se la saturazione è inferiore al 90% (in caso di saturazione normale O2 è necessaria solo per fornire supporto psicologico);
    • cercare di mantenere l’ambiente in cui si trova il dispnoico illuminato, fresco e ventilato, lasciare (per quanto possibile) la finestra aperta in modo tale da avere una piccola corrente d’aria;
    • abbigliare la persona con abiti comodi e larghi;
    • ridurre gli sforzi al minimo indispensabile (tragitti brevi con pause, igiene a letto, pasti frazionati e di facile assunzione);
    • in caso di tosse secca umidificare l’ambiente;
    • somministrare al paziente piccoli e frequenti sorsi d’acqua per mantenere umide le mucose;
    • cercare di mantenere il sangue freddo perchè il panico dei presenti non aiuta il paziente!

Fame di aria: un pò di numeri...

La dispnea è un sintomo frequente nelle persone in fin di vita. Dai dati raccolti emerge che si verificano fenomeni di fame di aria nel 95% dei pazienti con BPCO (BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva), nel 70-80% dei pazienti oncologici, e tra il 50 e il 75% dei pazienti con qualsiasi altra patologia in fase avanzata.

Per quel che riguarda la dispnea psicogena si può dire che è una patologia spesso sottovalutata ma con numeri comunque importanti: sono 10 milioni gli italiani che hanno vissuto almeno una volta l’esperienza di un attacco di panico. Un evento isolato per molti, che si trasforma però in una malattia in un caso su due, mentre oltre 2 milioni di persone hanno sviluppato un vero e proprio disturbo di panico con attacchi di fame di aria ripetuti, ansia e fobie.

Sempre dalle ricerche e dalle statistiche, in assenza di trattamenti medici fattibili ed efficaci e in presenza di cause organiche, la dispnea risulta essere un fattore prognostico negativo a breve termine (come si è potuto notare dalla recente pandemia causata dal virus COVID-19).

Risulta per cui importante non sottovalutare i casi in cui si verifica questa “fame d’aria” perchè potrebbe non essere un fenomeno passegero ma il segnale di una patologia importante che va approfondita in maniera precisa e tempestiva. Come sempre prevenire è meglio che curare: in particolar modo se si tratta di respirazione è fondamentale!

ANNEGAMENTO: PERCHÉ PARLARNE A FERRAGOSTO?

annegamento fiori vite spezzate a ferragosto
Ci avviciniamo a ferragosto, ci è impossibile non constatare come ancora oggi il numero di incidenti e morti per annegamento aumenti durante l’estate.

Nonostante la continua sensibilizzazione, in Italia vi sono circa 469 decessi e 450 ricoveri all’anno. L’annegamento può verificarsi in una piscina o in acque libere come un lago, uno stagno o l’oceano. Considerato che le balneazioni sono più frequenti nei periodi estivi, va da sé che questo argomento venga maggiormente affrontato in questo periodo.

“Quando la nave affonda il pauroso annega ma il coraggioso afferra una tavola e si salva.” (Cesare Cantù)

Annegamento: in cosa consiste?

L’annegamento è una forma di morte per soffocamento. La morte avviene dopo che i polmoni assorbono l’acqua. Questa assunzione di acqua quindi interferisce con la respirazione. I polmoni diventano pesanti e l’ossigeno smette di essere erogato al cuore. Senza l’apporto di ossigeno, si realizza il decesso.

Un adulto può trattenere il respiro per circa 30 secondi. Per i bambini, la lunghezza è molto più breve. Una persona che gode di ottima salute e ha una formazione per le emergenze subacquee di solito può normalmente trattenere il respiro per soli 2 minuti.

Volendo sintetizzare velocemente le fasi che coinvolgono questo tipo d’incidente possiamo dire che:

– nei primi diversi secondi dopo dell’acqua, la persona lotta per respirare dimenandosi;
– quando le vie aeree iniziano a chiudersi la persona inizia a trattenere il respiro involontariamente per un massimo di 2 minuti;
– la vittima perde conoscenza, ma vi è ancora possibilità di rianimarla;
– il respiro si ferma e il cuore rallenta, anche per diversi minuti;
– il corpo inizia ad avere delle convulsioni dette ipossiche;
– la persona diventa bluastra, cianotica ed inizia a sobbalzare irregolarmente;
– il cervello, il cuore e i polmoni raggiungono uno stato oltre il quale non possono essere rianimati (ipossia cerebrale);
– sopraggiunge il decesso.

Capite quanto possa essere facile che si verifichino le condizioni di annegamento in pochissimo tempo? Ancora una volta è possibile rendersi conto di quanto non solo la respirazione sia fondamentale per l’organismo umano ma di quanto sia di primaria importanza. Nessuno può sopravvivere in assenza di aria!

Non solo decessi...

Se una persona viene sommersa dopo aver respirato in acqua per 4-6 minuti senza rianimazione, potrebbe subire danni al cervello e solo alla fine la morte per annegamento.

Quindi è importante comunicare come non si debba essere sensibili al rischio di annegamento solo in quanto causa di morte ma in quanto possibile causa di danni a lungo termine, più o meno invalidanti.

É fondamentale quindi essere ben coscienti di quello a cui può portare una qualsiasi forma di leggerezza, nel rispetto non solo della vita ma anche della salute nostra e dei nostri cari.
bagnino salvataggio annegamento

Una corsa contro il tempo.

Il fenomeno dell’annegamento se inteso come evento (ossia non considerando il tempo che trascorre tra la causa e la morte) richiede solo un paio di secondi perché si realizzi.

Pertanto è importante soprattutto la prevenzione: non è detto che ci troviamo in una località di villeggiatura servita da guardia spiagge, così come non è detto che anche se presente il bagnino riesca ad essere abbastanza celere (nonostante tutto lo sforzo e la buona volontà) da potere realizzare il soccorso in tempi utili.

Come prevenire l'annegamento?

Intanto iniziamo con il dire che la maggior parte delle vittime di annegamento sono i bambini. Pertanto il primo consiglio preventivo è quello di realizzare una barriera di accesso tra l’acqua e i bambini e di mantenere sempre alta la guardia senza mai trascurare la sorveglianza degli stessi. E ricordare che non solo il mare o la piscina, ma anche la vasca da bagno o una semplice bacinella d’acqua possono essere fonte di pericolo!

Un efficace metodo di prevenzione è anche la partecipazione a lezioni di nuoto: un istruttore autorizzato e certificato può rendere i bambini e gli adulti meno spaventati dall’acqua e responsabilizzarli meglio su quanto l’acqua possa essere pericolosa.

L’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea che le lezioni di nuoto e l’educazione all’acqua sono essenziali per ridurre i tassi di annegamento in tutto il mondo.

Ogni volta che trascorri del tempo in una piscina o in un lago, assicurati che ci siano oggetti galleggianti o punti di ancoraggio a cui sia possibile aggrapparsi.

I bambini che non sono ancora in grado di nuotare senza sorveglianza dovrebbero indossare giubbotti di salvataggio gonfiabili, giubbetti o “nuotatori” per poter evitare di affondare in acqua e di annegare.

Respirazione e massaggio cardiaco: importante conoscerli.

L’altro punto fondamentale è  conoscere bene le procedure per effettuare il massaggio cardiaco e una la respirazione artificiale (utili non solo per evitare le morti da annegamento ma anche quelle da soffocamento). Se si frequenta un buon corso di nuoto con un istruttore certificato vi saranno sicuramente state insegnate queste tecniche e vi avranno fornito istruzioni sui vari passaggi da effettuare per un corretto salvataggio (in assenza di personale già istruito in tal senso).

Oggi Internet offre tantissimi strumenti e video lezioni che in poco tempo ci danno una panoramica dei comportamenti che vanno tenuti in queste situazioni. É possibile anche sul territorio trovare corsi aperti al pubblico e gratuiti che portino a conoscenza di queste manovre: perché non partecipare? Potrebbe anche essere l’occasione di fare nuove amicizie!

Annegando nel divertimento... Senza annegare!

Ma perché soprattutto d’estate si verificano i fenomeni di annegamento? Sfortunatamente non solo per statistica: è ovvio che maggiori sono le possibilità di balneare maggiori siano i possibili casi d’incidente.

In realtà alcuni incidenti spesso si determinano anche e soprattutto a causa di una generale superficialità. Perché diciamo questo? In vacanza ci si rilassa tanto da arrivare spesso ad abbassare la guardia nei confronti di chi dovremmo proteggere e salvaguardare, si dimenticano quali siano i tempi di digestione che possono causare malori in acqua, in preda all’euforia data dall’abuso di alcol o trascinati dalla comitiva si va inconsciamente incontro a situazioni potenzialmente pericolose. Secondo voi è proprio necessario fare il bagno al largo e tuffarsi da scogli e scogliere? Se la bandiera è rossa un motivo ci sarà, non si può optare per una partita a racchettoni o a calcetto invece di balneare? Questi sono solo due dei tanti possibili esempi. Non credete che sia giunto il momento di volersi un pò più bene e di essere responsabili nei confronti dei nostri familiari e di noi stessi? É giusto annegare nel divertimento ma con i dovuti limiti (e non solo a ferragosto).

FUMO PASSIVO: QUANDO L’ARIA DI CASA NON É PURA.

fumo passivo, fumare in casa, inquinare l'ambiente domestico

Tutti ambientalisti, tutti pronti a salvare il mondo, a battersi per l’inquinamento di aria, acqua e terra ma… Molti fumano e sono incuranti dell’ambiente domestico e soprattutto delle persone (e degli animali) con cui lo condividono che sono soggette a fumo passivo. Non è forse il caso di partire dai microsistemi prima di battersi per salvare il mondo?

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” (Mahatma Gandhi)

Che cosa è il fumo passivo?

Dovrebbe essere ormai ai giorni nostri chiaro a tutti di cosa si stia parlando, ma vista l’enorme importanza di questo tema e la scarsità di sensibilità nei confronti dello stesso ripetiamo il significato del termine “fumo passivo”.

Con questa definizione si vuole indicare quella situazione in cui terzi (o il fumatore stesso) si trovino in un ambiente la cui aria è permeata dalle sostanze di scarto emesse da un fumatore. Questi agenti nocivi sono dati non solo dalla combustione dell’estremità della sigaretta (o del sigaro/pipa), bensì anche dall’espulsione di fumo (e scarti della respirazione) da parte di colui che fuma attivamente.
 

Un ambiente realmente nocivo.

Il fumo passivo contiene oltre 7000 sostanze chimiche. Centinaia di queste sono tossiche e circa 70 possono provocare il cancro.

Le stesse sostanze chimiche tossiche che vengono inalate dai fumatori, tra cui nicotina, monossido di carbonio, benzene, formaldeide, cianuro e una varietà di sostanze cancerogene vengono assimilate da coloro che transitano nello stesso ambiente del fumatore.

Gli effetti di questi prodotti chimici sono maggiori se inalati direttamente da una sigaretta tuttavia sono comunque altamente tossici anche per un fumatore passivo.

Le particelle del fumo passivo possono rimanere nell’aria per ore e il residuo che si attacca ai capelli, agli indumenti e ad altri oggetti del fumatore può comportare rischi per la salute, specialmente per i bambini. Questo residuo viene talvolta definito fumo di terza mano.

Poiché il fumo passivo è una miscela dinamica che cambia mentre viaggia e si mescola con l’ambiente, è difficile quantificarne la pericolosità e la potenziale esposizione. Si può dire che non esiste con certezza una situazione completamente priva di rischio di esposizione al fumo passivo.
fumo passivo e bambini

Possibili conseguenze dell'esposizione a fumo passivo.

Il fumo passivo innanzitutto si rende pericoloso per le persone più fragili e a cui vogliamo più bene: fumare durante la gravidanza provoca oltre 1.000 decessi infantili all’anno.

Ma se praticare questa attività durante la gravidanza è da sempre fortemente sconsigliato (per ovvi motivi essendo per il feto fumo attivo), è l’esposizione in una seconda fase a un ambiente contaminato a provocare numerosi problemi di salute nei neonati e nei bambini. Tra questi troviamo attacchi di asma più frequenti e gravi, infezioni respiratorie, infezioni dell’orecchio e sindrome della morte improvvisa infantile (SIDS).

Questo non significa però che gli adulti escano indenni nel venire a contatto con un’aria malsana: si riscontra infatti comunque un aumento di patologie quali la malattia coronarica, l’ictus e il cancro ai polmoni anche in pazienti che non risultano essere fumatori attivi, ma solo coabitanti con qualcuno appartenente a questa categoria.

Le ricerche e gli studi ci dicono che...

É stato riscontrato che i non fumatori esposti al fumo passivo a casa o al lavoro aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiache del 25-30% e aumenta il rischio d’ictus del 20-30%.

Le persone che rischiano di sviluppare un tumore ai polmoni sono il 30%, questo perché una breve esposizione al fumo passivo può danneggiare le cellule mettendo in moto il meccanismo che attiva il cancro.

I bambini che muoiono per SIDS hanno concentrazioni più alte di nicotina nei loro polmoni e livelli più alti di nicotina (un marker biologico per l’esposizione al fumo passivo) rispetto ai bambini che muoiono per altre cause.

Gli studi dimostrano che i bambini più grandi i cui genitori fumano si ammalano più spesso. I loro polmoni crescono meno dei bambini che non respirano fumo passivo e sono maggiormente soggetti a tosse, bronchite, polmonite, respiro asmatico.

Fumo passivo: che cosa fare?

Evitare l’esposizione al fumo passivo è la cosa più ovvia, cercare di transitare in ambienti con aria pulita e filtrata anche. Ma vi sono altri consigli che vengono dati dalla classe medica:

– non fumare durante la gravidanza;
– non consentire di fumare in casa;
– non fumare vicino ad altre persone (in particolare a bambini ed anziani);
– non permettere a nessuno di fumare in auto, anche con il finestrino abbassato;
– assicurati che i luoghi che frequentano i tuoi bambini ed i tuoi cari siano smoke free;
– prediligi nei luoghi pubblici le “aree non fumatori” per proteggere te e la tua famiglia dal fumo passivo.

E se sei un tabagista incallito mettici tutta la tua buona volontà, cerca un’alternativa (sana) alla sigaretta e ovviamente… Smetti di fumare!

ARIA MARITTIMA: PERCHÉ É BENEFICA?

aria marittima del mediterraneo
Riconosciuta da sempre come elemento altamente benefico per la salute, l’aria marittima offre tantissimi vantaggi per la nostra salute. Impossibile non parlarne proprio in questo periodo, quando siamo tutti concentrati sulle vacanze!

Chi pensa che l'aria marittima sia salutare?

Non sono solo gli amanti della tintarella e i tanoressici per eccellenza ad amare le zone di mare. I benefici per la salute sono riconosciuti da tempo immemore. Tanto da essere stato coniato un vero e proprio termine, “talassoterapia”. Con questa parola si vuole indicare come venga prescritta come vera e propria cura la villeggiatura in localita marittime. Non si renderà più così necessario procurarsi sensi di colpa per aver temporanemente abbandonato l’ufficio per ricaricare le batterie!

“È una questione di punti di vista: come gli aquiloni, che pensano che la terra sia attaccata al filo.”  (Enzo Iacchetti)

Concentriamoci sull'aria!

I benefici dati da una bella vacanza in un’area marittima sono innumerevoli: ci si distoglie dalle preoccupazioni quotidiane e dallo stress, ci si orienta (o comunque vi è una dichiarazione d’intenti) su un’alimentazione più equilibrata, si pratica sport ma soprattutto si respira aria pulita a pieni polmoni!

É proprio grazie alla respirazione che i principi attivi che troviamo in una località del Mediterraneo o dell’Adriatico entrano immediatamente a circolare nell’organismo. Ma scopriamo insieme nel prossimo paragrafo quali sono le sostanze che più o meno consapevolmente andiamo a inalare.
respirare aria di mare in una zona marittima come il Mediterraneo o l'Adriatico

Quali sono le sostanze presenti nell'aria marittima?

Se viene spontaneo pensare al sale (cloruro di sodio – NaCl) e allo Iodio (I), vi è da dire che è sicuramente molto riduttivo fermarsi a questi due elementi…Vi è molto di più!

Prendendo per campione l’aria dei luoghi più incontaminati dove ancora oggi l’ossigeno risulta puro, senza inquinanti atmosferici di alcun tipo, possiamo trovare tantissimi altri microelementi che portano solo giovamento al nostro organismo.

Tra le sostanze che arricchiscono l’aria marittima troviamo infatti anche cloruro di potassio (KCl), magnesio (Mg), dimetil solfuro o DMS ( (CH3)2S), altri micro oligo elementi, aminoacidi (che si disciolgono nell’aria per mezzo dell’evaporazione dell’acqua di mare) ed ovviamente ossigeno (O2)!

Non solo, se ci troviamo a ridosso di una pineta sarà possibile reperire anche un mix di oli essenziali, primo di tutti quello di pino dalle rinomate proprietà antisettiche e fluidificanti.

Aria di mare: chi ne giova maggiormente i benefici?

L’aria marittima è fortemente consigliata a bambini e anziani. In particolar modo per la capacità di fluidificare e asciugare tutti quei ristagni dati da bronchite e raffreddore a cui questi soggetti sono sottoposti.

Ma non è l’unico motivo per cui queste due categorie dovrebbero sottoporsi a un’inalazione costante di aria di mare: spesso sono proprio i più piccini e coloro che hanno già percorso un lungo tragitto della loro vita ad avere difficoltà nell’alimentarsi correttamente, a causa di una frequente inappetenza che solo lo iodio più puro riesce ad andare a contrastare.

Questo non significa che anche adulti della fascia media e intermedia non debbano concedersi una bella vacanza, il magnesio in alte concentrazioni presente in queste aree è l’alleato numero uno per contrastare stati di stanchezza, stress e tensione nervosa.

Si parte?
 

OSSIGENO E PERDITA PESO

Perdere peso con l'ossigeno

Perdere peso respirando: è possibile?


Se perdere peso è il cruccio di molti, farlo senza sforzo è il sogno di tanti. Ma è possibile realmente realizzare questo piccolo grande miracolo o è solo una delle tante leggende metropolitane che girano attorno al mondo del raggiungimento di una perfetta forma fisica perfetta?

“Il mio sogno è stabile e regge il mio peso. È il gradino su cui salgo, per avvicinarmi alle mie speranze.”
 (Gabriele D’Annunzio)

Il punto di partenza per ridurre i chili in eccesso.

Sappiamo tutti qual è il principale fattore di base per la perdita di peso: bruciare più calorie di quelle che si introducono con il cibo. In questo modo il corpo inizia a bruciare il grasso in eccesso che è stato immagazzinato. Sembra metodo facile, ma chiunque abbia provato a perdere peso può confermare che non è così semplice da applicare.

Le persone in sovrappeso hanno difficoltà a esercitarsi, spesso sono afflitte da un metabolismo più lento e sono predisposte nell’avere un grande appetito. Naturalmente ci sono altri fattori, ma questi sembrano distinguersi più di ogni altro.
bruciare i grassi e perdere peso

Perdere peso: la ricerca del diete & Co.

Gli scienziati da tempo ricercano pillole che sostituiscano l’esercizio. Sfortunatamente, questa pillola magica non è ancora una realtà. Esistono dei supporti di questo tipo già oggi ma in realtà spesso il peso ritorna rapidamente nella maggior parte dei casi.

Ad oggi le diete sembrano essere ancora il modo migliore per perdere peso ma sfortunatamente non funzionano neanche queste a lungo termine. Non passa molto tempo prima il desiderio per il junk food ritorni ed insieme a lui i chili di troppo.

Arriva la dieta... Dell'ossigeno!

L’ossigeno aumenta la circolazione e accelera il metabolismo. Accelerare il metabolismo porta a bruciare più calorie. Pensate che il corpo umano viene talvolta definito “fabbrica di ossigeno”!

L’ossigeno è il carburante che consente ai processi cellulari di funzionare. Bassi livelli di ossigeno nel sangue potrebbero indicare una malattia o di una disfunzione organica. Se i livelli di ossigeno alle cellule diminuiscono, il primo messaggio che giunge al cervello è “nutrimi”.

Il 90% della nostra energia deriva dall’ossigeno e l’altro 10% deriva dal cibo e dall’acqua. Premesso ciò viene da sé ipotizzare che se assorbiamo più O2 avremo di conseguenza meno senso di fame.
perdere peso e raggiungere il peso forma

Respirazione e perdita peso.

Il senso dell’olfatto da sempre è al centro dell’attenzione per la capacità d’influenzare la nostra salute e il benessere generale. Può influenzare il nostro umore, i livelli di energia, la respirazione, il metabolismo e, soprattutto, il nostro appetito.

Sappiamo che l’odorare determinate sostanze può avere un effetto significativo sull’umore, come ben ci insegna anche l’aromaterapia. Così come sappiamo che molte persone mangiano per rabbia, frustrazione e ansia ossia per stress.

L’inalazione di ossigeno contribuirà ad alleviare lo stress: ha un noto effetto calmante sul corpo e sulla mente. Ecco perché viene utilizzato efficacemente non solo per la perdita di peso, ma anche per i programmi per smettere di fumare.

RITMO CIRCADIANO E RESPIRAZIONE: CHE COSA LI LEGA?

Ritmo circadiano, orologio biologico, funzioni vitali, ritmi biologici

Che cosa è il ritmo circadiano?

Il corpo umano è una meravigliosa e complessa macchina, i cui ingranaggi lavorano con tempi ben precisi: questi sono scanditi dal ritmo circadiano. Si tratta fondamentalmente di un orologio interno costituito da 24 ore e regolato dal nostro cervello.
In condizioni normali scorre a intervalli regolari alternando sonnolenza e vigilanza. È noto anche come ciclo sonno / veglia. Scopriremo oggi come funziona e come si leghi alla respirazione.

Il ritmo ha qualcosa di magico, ci fa perfino credere che il sublime ci appartenga.”
 (Johann Wolfgang von Goethe)

Come funziona?

Una parte dell’ipotalamo (un’area del cervello) controlla il ritmo circadiano. Detto questo, anche fattori esterni come la luce e l’oscurità possono influenzarlo. Quando è buio di notte, gli occhi inviano un segnale all’ipotalamo che a sua volta determina il senso di stanchezza. Il cervello per indicare al corpo la necessità di dormire rilascia melatonina, stimolando il sonno. Ecco perché il ritmo circadiano tende a coincidere con il ciclo diurno e notturno (e perché è così difficile per i turnisti dormire durante il giorno e rimanere svegli di notte).

Questo meccanismo si innesca meglio quando con abitudini di sonno regolari, come coricarsi la sera e svegliarsi la mattina nelle stesse ore (compresi i fine settimana). Quando le cose si frappongono, (come in caso di jet lag, ora legale o un avvincente evento che ti tiene sveglio fino alle prime ore del mattino) si interrompe il ritmo circadiano, rendendo più difficile l’attenzione e con il tempo creando altri disagi, compromettendo benessere e salute.
Stanchezza e sonnolenza

Ritmo circadiano: perché è importante per il nostro corpo?

Il ritmo circadiano regola molti parametri fisiologici tra cui la funzione polmonare, le risposte immunitarie e la funzione cardiopolmonare.

Il polmone in particolare contiene dei meccanismi autonomi di orologio circadiano periferico e si sincronizza con i segnali provenienti dal sistema centrale.

L’interruzione degli orologi centrali e / o periferici può influire negativamente sulla salute e con il tempo andare a impattare anche su questo importante apparato.

Nei mammiferi, la funzione polmonare segue gli schemi giorno-notte. Ciò significa che il picco della funzione respiratoria è a mezzogiorno ed il calo si verifica di notte. Tra l’altro è stato ben documentato come problemi respiratori e/o cardiaci si presentino molto più spesso durante le ore notturne.

Così come è stato statisticamente provato che chi non è soggetto ad uno stile di vita regolare, a notti insonni, a turni, o a cambi continui del ritmo sonno/veglia presenta un’aspettativa di vita più breve ed è maggiormente soggetto ad infarti ed ictus.

Quali sono le cause delle variazioni del nostro orologio biologico?

Tra le cause delle variazioni del ritmo circadiano non vi sono però solo i repentini cambiamento d’orario. Fattori ambientali, quali inquinanti atmosferici, disintossicazione xenobiotica, stress ossidativo, fumo, errata alimentazione e agenti patogeni (batteri / virus) possono disturbare la funzione dell’orologio molecolare nei polmoni.

Questa perturbazione della funzione dell’orologio circadiano può innescare alterazioni delle funzioni cellulari e molecolari nel polmone generando così nel tempo non solo una scarsa qualità del sonno ma anche malattie di media/grande entità.
addormentarsi ovunque

Ritmo circadiano: il paradosso!

Se è vero che quando si dorme male la respirazione viene compromessa è anche vero che quando la respirazione è difficoltosa si dorme male! E dormendo male il ritmo circadiano si interrompe peggiorando ulteriormente le funzioni cardiopolmonari. Sembra un paradosso, ma ancora una volta ci possiamo rendere conto di quanto sia importante nella vita mantenere una stile di vita sano ed equilibrato, praticare sport e ritagliarsi degli spazi di vita all’aperto.

Sicuro è infatti che una buona respirazione coadiuva il sonno: per questo motivo pratiche come la meditazione e lo yoga (il cui principio cardine è la respirazione profonda) sono sempre più in voga in quanto si rendono utili per regalarsi una profonda dormita. Che dire: buona notte e sogni d’oro!
Air of Italy
it Italian
0
    0
    Your Cart
    Your cart is emptyReturn to Shop