FAME DI ARIA: DA NECESSITÀ A SINTOMO.

fame di aria
Se respirare è indispensabile per poter vivere, e se è proprio il respiro il primo gesto che compiamo quando veniamo alla luce, vien da sè che la fame di aria sia un campanello di allarme che il nostro organismo ci invia…

“Ogni male, al suo nascere, può essere facilmente soffocato; invecchiando, si fa più forte.” (Marco Tullio Cicerone)

Fame di aria: di cosa si tratta?

La fame di aria (o più precisamente dispnea) è un’alterazione qualitativa del respiro. Questa difficoltà si traduce soggettivamente in una sensazione sgradevole di “fame d’aria” associata a fenomeni ansiosi, irrequietezza e impossibilità da parte della persona di trovare una posizione confortevole. L’atto di respirare richiede al paziente dispnoico spesso tutto il suo impegno e le sue energie.

I respiri subiscono un mutamento in ampiezza e frequenza e vi è una drastica variazione dei livelli di saturazione di ossigeno nel sangue. Il tutto può avvenire in diverse modalità e si distingue per tale motivo in dispnea inspiratoria, espiratoria e mista.  

Dispnea inspiratoria

Compare in caso di stenosi (chiusura parziale o totale) delle vie aeree superiori. Alcuni esempi di occlusione potrebbero essere l’edema della glottide, tumori della laringe, cisti o masse tumorali benigne che comprimono il tubo laringotracheale. Generalmente questa forma di fame di aria è accompagnata da stridori e da rientramento degli spazi intercostali.

Dispnea espiratoria

La fame di aria in questo caso si manifesta nell’asma bronchiale: i piccoli bronchi si chiudono in maniera diffusa impedendo all’ossigeno di giungere nei tempi e nella quantità necessari ai polmoni. Un’altra causa di dispnea espiratoria è l’enfisema polmonare: compromettendo l’elasticità dei polmoni non è possibile riempire completamente di aria gli stessi, la frequenza respiratoria accelera per supplire alla carenza d’ossigeno.

Dispnea mista

In questo caso la fame di aria è caratterizzata da entrambi i due tipi di dispnea precedenti: il senso di chiusura è totale perché coinvolge sia le parti aeree superiori che inferiori. Generalmente la dispnea mista si manifesta in presenza di scompenso cardiaco.
fame di aria polmoni radiografia

Come determinare che cosa causa la fame di aria?

La fame di aria è data generalmente da cause organiche, in presenza di malattie cronico evolutive, avanzate o terminali, in alcuni casi è comunque possibile contrastarla e fermarla (in presenza di malattie infettive). É necessario valutare attentamente i sintomi e analizzare il quadro generale perchè la dispnea può essere associata a cause inorganiche quali l’ansia o il panico (dispnea psicogena). Quest’ultima risulta particolarmente evidente nei pazienti che presentano dispnea pur avendo livelli di ossigeno nel sangue entro la norma.

Le valutazioni da parte del medico avverranno pertanto tramite l’anamnesi delle patologie già presentate o presenti nel paziente e dall’osservazione dello stesso. In particolar modo ci si andrà a focalizzare sui seguenti punti:

  • frequenza respiratoria (tachipnea / bradipnea);
  • irrequietezza e agitazione;
  • posizione spontanea del paziente;
  • tosse;
  • espettorato per definire infezioni in corso;
  • rumori respiratori anomali;
  • impiego dei muscoli respiratori accessori;
  • cianosi;
  • sudorazioni;
  • polso tachicardico;
  • problema continuo o intermittente?
Sarà la conoscenza approfondita della storia del paziente e un’accurata valutazione dello stesso a permettere l’identificazione delle cause. Solo così si potrà identificare il corretto protocollo da seguire stabilendo se le cause siano organiche o psicologiche (stress, ansia, nervosismo, panico, fobia, depressione).

Fame di aria: che cosa fare?

Ovviamente a seconda dell’entità del disturbo contattare il 118, recarsi velocemente al pronto soccorso o dal medico curante. Se il disturbo è lieve coloro che assistono il paziente possono adottare la seguente prassi:

    • restare calmi, rassicurare la persona parlandole parlare lentamente e in modo tranquillo;
    • non lasciare mai solo chi presenta difficoltà respiratoria;
    • aiutare la persona ad assumere una posizione seduta nel letto o in poltrona, nel qual caso sia troppo debole la posizione più confortevole è quella semiseduta con supporto di cuscini sotto le ginocchia e le braccia;
    • se il paziente è cronico il pronto intervento valuterà l’ossigenoterapia se la saturazione è inferiore al 90% (in caso di saturazione normale O2 è necessaria solo per fornire supporto psicologico);
    • cercare di mantenere l’ambiente in cui si trova il dispnoico illuminato, fresco e ventilato, lasciare (per quanto possibile) la finestra aperta in modo tale da avere una piccola corrente d’aria;
    • abbigliare la persona con abiti comodi e larghi;
    • ridurre gli sforzi al minimo indispensabile (tragitti brevi con pause, igiene a letto, pasti frazionati e di facile assunzione);
    • in caso di tosse secca umidificare l’ambiente;
    • somministrare al paziente piccoli e frequenti sorsi d’acqua per mantenere umide le mucose;
    • cercare di mantenere il sangue freddo perchè il panico dei presenti non aiuta il paziente!

Fame di aria: un pò di numeri...

La dispnea è un sintomo frequente nelle persone in fin di vita. Dai dati raccolti emerge che si verificano fenomeni di fame di aria nel 95% dei pazienti con BPCO (BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva), nel 70-80% dei pazienti oncologici, e tra il 50 e il 75% dei pazienti con qualsiasi altra patologia in fase avanzata.

Per quel che riguarda la dispnea psicogena si può dire che è una patologia spesso sottovalutata ma con numeri comunque importanti: sono 10 milioni gli italiani che hanno vissuto almeno una volta l’esperienza di un attacco di panico. Un evento isolato per molti, che si trasforma però in una malattia in un caso su due, mentre oltre 2 milioni di persone hanno sviluppato un vero e proprio disturbo di panico con attacchi di fame di aria ripetuti, ansia e fobie.

Sempre dalle ricerche e dalle statistiche, in assenza di trattamenti medici fattibili ed efficaci e in presenza di cause organiche, la dispnea risulta essere un fattore prognostico negativo a breve termine (come si è potuto notare dalla recente pandemia causata dal virus COVID-19).

Risulta per cui importante non sottovalutare i casi in cui si verifica questa “fame d’aria” perchè potrebbe non essere un fenomeno passegero ma il segnale di una patologia importante che va approfondita in maniera precisa e tempestiva. Come sempre prevenire è meglio che curare: in particolar modo se si tratta di respirazione è fondamentale!

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Questo articolo è stato postato il 25 08 2020 alle 9:06e si trova nella categoria Dati e ricerche.

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