RACCOLTA DIFFERENZIATA E QUALITÀ DELL’ARIA: COME SI LEGANO?

raccolta differenziata

Raccolta differenziata e aria: perchè?

Se pensiamo alla raccolta differenziata, la prima cosa che fa capolino tra i nostri pensieri è l’inquinamento del suolo e dell’acqua. In realtà non sono gli unici elementi coinvolti dall’errato smaltimento dei rifiuti: i componenti di ogni barattolo o vuoto abbandonato a terra presto o tardi finirà… Nei nostri polmoni!

Non tutti i rifiuti urbani (e non) sono uguali...

La raccolta differenziata si rende necessaria in quanto esistono una moltitudine di materiali (che possono essere considerati più o meno nocivi) di scarto che possono essere rilasciati, se non correttamente smaltiti, nall’ambiente.

Si possono suddividere in rifiuti urbani, rifiuti speciali, rifiuti urbani pericolosi e rifiuti speciali pericolosi. Vediamoli nel dettaglio.

Rifiuti urbani

Rientrano in questo contesto:

– rifiuti domestici anche ingombranti;
– rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;
– rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali.

Conoscere la composizione dei rifiuti urbani permette di programmare meglio la gestione, lo smaltimento e il riciclaggio. Una consistente presenza di frazioni combustibili con elevato potere calorifico, ad esempio, può orientare verso l’incenerimento con recupero di calore. La percentuale di inerti, invece, permette di orientare la quota di materiali da conferire, comunque in discarica.

Rifiuti speciali

Questa categoria è rivolta a tutto ciò che viene prodotto da fabriche ed attività produttive e coinvolge:

– rifiuti da lavorazione industriale;
– i rifiuti da attività commerciali;
– i rifiuti derivanti dall’attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti da trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;
– i rifiuti derivanti da attività sanitarie i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;
– i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;
– altri non diversamente classificabili.

I rifiuti urbani pericolosi (RUP)

I rifiuti urbani pericolosi sono costituiti da tutta quella serie di rifiuti che, pur avendo un’origine civile, contengono al loro interno un’elevata dose di sostanze pericolose e che quindi devono essere gestiti diversamente dal flusso dei rifiuti urbani “normali”.Tra i RUP, i principali sono i medicinali scaduti e le pile.

I rifiuti speciali pericolosi

Questa tipologia di rifiuti identifica gi scarti generati dalle attività produttive che contengono al loro interno un’elevata dose di sostanze inquinanti. Per questo motivo occorre renderli innocui, cioè trattarli in modo da ridurne drasticamente la pericolosità.Nella normativa precedente rispetto a quella in vigore attualmente, tali rifiuti erano definiti come rifiuti tossico nocivi. Questi elementi provengono da:

-raffinazione del petrolio;
– processi chimici;
– industria fotografica;
– industria metallurgica;
– oli esauriti;
– solventi;
– produzione conciaria e tessile;
– impianti di trattamento dei rifiuti;
– ricerca medica e veterinaria.

“La cosa peggiore che si possa fare è pensare e riflettere con angoscia a che cosa si sarebbe potuto fare.” (Georg Lichtenberg)

rifiuti urbani - raccolta differenziata

Ma come un'errata raccolta differenziata impatta sull'aria?

Se viene di primo impulso da pensare ai fumi di scarto degli inceneritori (che comunque si cerca di giorno in giorno di dotare di filtri che garantiscano delle basse emissioni di agenti nocivi), vi è ben altro a cui spesso non si pensa: il ciclo dell’acqua.

Perché questo fenomeno di origine naturale dovrebbe essere legato ad un’errata raccolta differenziata ed alla qualità dell’aria?

Il ciclo idrologico non ha un punto ben definito di partenza, ma per spiegarlo iniziamo dal mare. Il sole, che attiva il ciclo dell’acqua, riscalda l’acqua del mare. Parte di essa evapora nell’aria (lo stesso avviene anche per laghi e fiumi). Lo stesso fenomeno si realizza sulla terra ferma: l’acqua traspirata dagli esseri viventi (soprattutto dai vegetali) ed evaporata dal sole, apporta vapore all’aria (evapotraspirazione). A questa parte di vapore acqueo si aggiunge anche una piccola quantità d’acqua già presente nell’atmosfera e provienente dalla sublimazione (il passaggio allo stato di vapore direttamente dallo stato solido ossia di ghiaccio, neve, brina che salta completamente la fase di fusione).

Una volta che si è formato il vapore acque le correnti d’aria ascensionali lo sollevano nell’atmosfera dove la temperatura più bassa ne provoca la condensazione in goccioline microscopiche che formano le nuvole.

I venti trasportano le nubi che possono collidere tra di loro e realizzare delle precipitazioni sotto forma di neve, ghiaccio o pioggia. In questomodo l’acqua ritorna al suolo ed il ciclo è pronto per ripartire.

ciclo dell'acqua
Ed è proprio l’acqua inquinata che trasformandosi in vapore acqueo realizza il nesso tra rifiuti ed inquinamento dell’aria.

Siamo proprio sicuri che non dovremmo impegnarci di più nella scelta degli imballi e nel loro corretto smaltimento? Forse è arrivato il momento di riflettere seriamente sui comportamenti che adottiamo quotidianamente.

A fronte di questo, Air Of Italy ha optato per un materiale completamente riciclabile al 100% e certificato ISO: l’alluminio.

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